Personaggi illustri

FRA GIUSEPPE GHEZZI

Fra Giuseppe Ghezzi, laico professo dell'Ordine dei Frati Minori, nacque a Lecce il 19 agosto 1872, quartogenito di sette figli, dall'avvocato Pasquale, Duca di Carpignano e dalla N.D. Carmela dei Baroni Carrozzini di Soleto, ricevendo al fonte battesimale il nome di Michele ed ereditando, come figlio cadetto, il titolo di Conte di Poggio Aquilone (Tr). Sotto la guida dei genitori, imparò a conoscere ed ad amare Dio e a dominare il suo temperamento ardente ed irascibile. Dopo la morte della madre entrò, nel luglio del 1905, nel Convento di S. Antonio di Lecce dei Frati Francescani e nel 1906 cominciò il Noviziato nel Convento di S. Maria delle Grazie di Galatone. Per la malferma salute ritardò la professione semplice, che emise come fratello laico l'8 settembre 1909. L'8 dicembre 1915 emise la professione solenne, dopo aver rinunciato al titolo di conte in favore del fratello. Nei cinquant'anni di vita francescana visse, sempre in umili uffici, in diversi conventi tra cui quello di Lecce, Squinzano, Manduria , Soleto e Francavilla Fontana. Nel dicembre del 1918 arrivò a Martano , essendo stato riaperto dopo varie vicissitudini, il Conveno di Santa Maria della Consolazione e vi rimase fino al 1922. L'opera più importante compiuta da Fra Giuseppe Grezzi fu il quotidiano esercizio delle virtù cristiane e la testimonianza di costante fedeltà al Vangelo e alla sua consacrazione. Assunse come programma di vita il motto araldico della sua Famiglia: "Non sibi, sed aliis", trovandolo conforme all'insegnamento di Cristo. Aiutò i poveri, confortò gli afflitti, consigliò i dubbiosi, portò la pace nelle famiglie, trattò tutti con amore e incoraggiò al bene, rivelandosi consigliere illuminato e saggio maestro di vita spirituale. Tra il popolo e i suoi confratelli fu messaggero di fraternità, di letizia e di speranza in Dio. Il 9 febbraio 1955, alle ore 23,30 morì nel Convento di Lecce e venne sepolto nel cimitero della città. La salma, con grande partecipazione di fedeli e religiosi, venne traslata nella chiesa di Sant' Antonio l' 11 febbraio 1979. La fama di santità che lo circondò in vita, continuò sempre di più dopo la sua morte tanto che, l'Arcivescovo di Lecce, ottenuto il nulla osta della Congregazione delle Cause dei Santi, introdusse la causa di Beatificazione e canonizzazione e procedette alla celebrazione del processo cognizionale, la cui validità giuridica fu riconosciuta dallo stesso Dicastero il 24 gennaio 1994. 

 

 

MAURO CASSONI

Don Mauro Cassoni nacque a Norma, un paesino in provincia di Latina, il 22 gennaio 1877. Laureato presso la Facoltà di Lettere dell'Università di Roma, ebbe il merito di portare a termine le pratiche della Fondazione di S. Maria della Consolazione di Martano, di cui presero possesso i Monaci Cistercensi il 21 marzo 1926. Fin da giovane iniziò la pubblicazione di vari lavori, ma l'attività di maggiore spicco la svolse durante il periodo in cui visse a Martano. Innestato pienamente nel tessuto ambientale salentino, Don Mauro si rese subito conto dell'irrimediabile declino della cultura greco salentina, avvertì la gravità del progressivo abbandono del "griko" da parte delle nuove generazioni e si prefisse di salvare parte di quella civiltà che fu maestra nel mondo prodigandosi per conservare e valorizzare il patrimonio storico e culturale del Salento ed in particolare della Grecìa salentina. Fu anche poeta e la sua poesia si ispirò quasi sempre ad un glorioso passato, fatto di eroi, di rovine, di rimpianti. Pubblicò a sue spese un libro di preghiere, in griko e lo distribuì a coloro che sapevano leggere, dal titolo "Pracàliso m'in glossa-su" (prega nella tua lingua). Mentre continuava con i suoi studi, il Re d'Italia, Vittorio Emanuele III, su proposta del Capo del Governo, Benito Mussolini, nominò, con decreto del 27 ottobre 1937, il sacerdote Don Mauro Cassoni Cavaliere dell'Ordine della Corona d'Italia. Il suo impegno culturale continuò fino al 1951, anno in cui si spense a Lecce. Don Mauro Cassoni è seppellito nel cimitero di Martano, nella tomba dei P.P. Cistercensi. 

 

 

MICHELE PAONE 

Nato a San Vitaliano di Napoli il 3 novembre 1938 e scomparso a Lecce il 5 gennaio 2001, Michele Paone fu salentino per studi e vocazione di studi. Studiò al Liceo “G. Palmieri” e agli esami per il diploma di maturità classica, nel 1956, ebbe la votazione più alta in storia, mai prima riconosciuta ad altro allievo. Successivamente si iscrisse all’Università degli Studi di Bari e a soli 21 anni si laureò in giurisprudenza, con il massimo dei voti e la lode. La tesi di laurea in storia del diritto italiano ebbe come argomento di discussione la condizione giuridica del Principato di Taranto, dai Normanni agli Angioini, gli valse il conferimento di una borsa di studio riconosciutagli dalla Provincia di Bari e la chiamata come alunno interno dell’Istituto di storia del diritto italiano. Nel 1964 vincitore di concorso, entrò in Magistratura, ricoprendo a Bolzano, Lecce e Gallipoli incarichi di Sostituto Procuratore della Repubblica, di Pretore e di Giudice Istruttore, civile, penale e di Corte d’Assise. Figlio di Maria De Stefano e Antonio Paone, discendente da una della numerose famiglie partenopee stabilitesi a Lecce per esercitare il commercio e le attività artigiane tra il tardo Ottocento e gli inizi del secolo successivo, Michele, amò moltissimo la città di adozione e le dedicò le pagine più belle della sua vasta produzione storiografica, restituendole così memoria e identità. E’ stato tra i fondatori della “Rivista giuridica dell’Alto Adige”. Rientrato in Puglia, si è dedicato agli studi di storia regionale e meridionale, collaborando intensamente a tutte le riviste di cultura storica regionale, dall’ 'Archivio Storico Pugliese" a "La Zagaglia”, da “Studi Salentini” a “La Rassegna Pugliese”, dalla “Rivista storica del Mezzogiorno” a “Quaderni Meridionali”, da “Nuovi Orientamenti oggi” a “Cenacolo”, da “Brundisii res” a “L’Uomo e il mare” di Gallipoli.

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